Nicola Ballarini

Numerare da 0 a 1034

2020
pittura su asfalto

Numerare da 0 a 1034 propone una riflessione sul tema della distanza e della numerazione condotta attraverso un’operazione artistica radicale e forte in un momento storico in cui il distanziamento sociale è diventato una pratica ormai quotidiana e l’incontro con l’altro è sempre più negato. Nicola Ballarini colma così la distanza tra due delle frazioni di Lozio – Laveno e Sommaprada – attraverso un intervento performativo-ambientale, il quale diventa un modo di annullare anche la lontananza che intercorre tra le persone. Non si tratta però di una numerazione in senso matematico: infatti, non è una tradizionale misurazione per metri ma il numero sublima la sua natura astratta ed è quindi il segno grafico stesso che determina la distanza che intercorre tra i due abitati. Così, la dimensione gestuale dell’operazione muta fortemente la visione e la percezione della strada stessa, arricchita da una lunga striscia di numeri bianchi che si susseguono senza sosta e pause, uno dietro l’altro, creando un numero potenzialmente grande e infinito, ma che, se è guardato più da vicino, si presenta come profondamente piccolo e proprio di un calcolo reale e quotidiano dell’esperienza umana. Questo equilibrio di senso tra le due anime numeriche crea un dualismo anche tra una dimensione profondamente astratta come quella del numero e quella inevitabilmente concreta della realtà umana, la quale entra a far parte dell’opera d’arte in tutte le sue miriadi di sfumature. Infatti, l’astrazione del numero diventa in questo caso soggetta alla mano dell’artista, riflettendo anche la condizione mentale e fisica del momento stesso in cui il segno prende forma sul manto stradale. Così, proprio per questa sua interazione con la dimensione umana, la numerazione di Ballarini è soggetta anche all’errore. Infatti, nel flusso performativo, succede che la successione dei numeri venga momentaneamente alterata per poi riprendere nella sua giusta conformazione. In questo caso, si sottolinea la dimensione dell’errore come tipica e inevitabile costante dell’esperienza umana: arte e vita vengono quindi a coincidere e a contaminarsi nel flusso del tempo. In questo senso, il lavoro di Ballarini è soggetto anche al passaggio del tempo e assume sfumature diverse nei vari momenti della giornata e delle stagioni, che insieme contribuiscono a creare un’atmosfera di contorno sempre differente, in modo che l’intervento artistico sia integrato del tutto nella dimensione del luogo. Contemporaneamente, essendo una numerazione fisica e concreta, essa è soggetta anche alle modificazioni e trasformazioni dettate dall’intervento del tempo e degli agenti atmosferici. In questo modo, l’opera è in continuo divenire anche una volta completata: la percezione visiva è sempre differente e può essere percepita da chi percorre la strada in modo diverso. Dall’inizio alla fine la pura numerazione accompagna così l’osservatore, creando una dimensione allo stesso tempo poetica e giocosa, a memoria dell’infanzia, di quando si contavano i passi che mancavano per arrivare alla meta finale, ma anche riflessiva e contemplativa, a ricordo di quelle distanze sociali che ci recludono ormai in uno spazio sempre più personale e lontano dall’altro.

Nicola Ballarini (Italia, 1986), artista visivo, la cui prativa spazia su diversi media, tra cui principalmente il disegno, il video e l’installazione scenografica, dando vita a una ricerca in bilico tra massimalismo e minimalismo formale e concettuale.