Boris Cassanmagnago e Chiara Lodrini

Se non mi diverto non lo faccio

2022
sublimazione termica su ripstop nylon

L’opera di Cassanmagnago e Lodrini rende omaggio a un personaggio significativo di Lozio, memoria storica del paese, grande esploratore e conoscitore di questo luogo: Antonio Giorgi, a tutti conosciuto semplicemente come Tone. Durante la residenza, infatti, i due artisti hanno conosciuto la realtà loziese attraverso i suoi occhi e le sue parole, mentre li accompagnava in lunghe camminate, immersi completamente nella natura – che è la unica e vera padrona di Lozio. È così che, durante una di queste passeggiate, i due artisti sono rimasti profondamente colpiti da una sua espressione, che diventa allo stesso tempo simbolo della loro esperienza a Lozio ma anche e soprattutto dell’intera esistenza di Tone, incarnando alla perfezione la sua attitudine e le ragioni che lo spingono a impegnarsi attivamente per tenere ancora in vita il territorio di Lozio: “Se non mi diverto, non lo faccio”. Ragionando su questa frase, Cassanmagnago e Lodrini decidono così di realizzare un’opera-dono che vive – e continuerà a vivere – solo attraverso la presenza di Tone. Si tratta, infatti, di una bandiera che lo accompagnerà durante i suoi vagabondaggi lungo i sentieri e nei boschi di Lozio. In questo modo, il lavoro esplora a tutti gli effetti il luogo: di volta in volta, assume differenti conformazioni e viene ospitato in diverse ambientazioni. Significativo è anche il modo in cui questa frase – che è pure il titolo dell’opera – trova la sua forma visiva. Si tratta di un lavoro di design realizzato a partire da una rielaborazione dei segni – tanto belli quanto mortali – lasciati dal bostrico, l’insetto che scava intricate gallerie sotto la corteccia degli alberi, interrompendo la loro energia vitale e distruggendo i boschi loziesi. Allo stesso tempo, però, sono segni che di per sé sembrerebbero delle strane parole lasciate da questo parassita, in un linguaggio tutto suo, sospeso nella danza tra la vita e la morte della natura che lo circonda e lo nutre. Gli artisti, quindi, creano un lettering, che mette le radici nella tragica storia presente dei boschi di Lozio, luoghi per eccellenza nei quali Tone compie le sue avventure. Le parole impresse sulla bandiera risultano però quasi illeggibili, incuriosendo lo spettatore e spingendolo alla ricerca di una chiave di lettura, di una guida, che potrà trovare solo in Tone stesso, il quale manterrà l’opera in costante movimento. Infatti, in base alla sua volontà e mentre macina i suoi chilometri giornalieri, Tone fa assumere al tessuto un aspetto a metà tra forme quasi scultoree e azione performativa, che si diffonde silenziosa tra le montagne e i sentieri di Lozio come un enigmatico e lungimirante eco di speranza per il futuro di questo territorio.

Boris Cassanmagnago (Italia, 1994) e Chiara Lodrini (Italia, 2000), artisti visivi e graphic designer. Cassanmagnago concentra la sua pratica artistica sulle immagini in movimento, considerandole come mutabili frammenti di rappresentazione della realtà e utilizzandole per dare forma ad ambigue visioni immateriali attraverso video installazioni e artefatti di vario genere. Lodrini si interessa invece di nuove tecnologie e alle relazioni che instaurano con i fruitori e l’ambiente circostante. Si occupa di graphic design e mantiene un forte legame con il mondo dell’arte contemporanea.