Benedetta Manzi

Parlare presto

2022
video a 3 canali in loop continuo

Il modus operandi di Benedetta Manzi è quello del lento incedere a contatto con la terra, con lo scopo di individuare l’essenza del luogo e coglierne il senso profondo. Il lavorio costante, il tempo necessario al contatto e la volontà costituiscono la materia principale dell’opera. Manzi si serve dell’occhio fotografico, perfetta estensione del suo operare, che cattura e cristallizza l’identità del posto, fatto di completa interazione – e integrazione – tra uomo e natura, dove quest’ultima si connota come entità potente e carica di mistero. L’artista, allora, lentamente e pazientemente, ci apre un varco attraverso il quale osservare in profondità. Il soggetto ripetuto nei video di un minuto ciascuno e riprodotti in loop riflette al suo interno sia l’ambiente circostante che un’entità-corpo in movimento, la quale ci incuriosisce nel suo magico attraversamento del varco aperto dalla lente senza però mai svelarci la sua identità. L’opera diventa, quindi, a tutti gli effetti un tentativo di vedere. Il tempo che l’artista trascorre a cercare di comprendere cosa accade, a percepire i micro-cambiamenti e le ripetizioni è lo stesso a cui viene sottoposto lo spettatore. La realtà restituita è una molteplicità di visioni mai univoca, la quale viene fruita simultaneamente attraverso schermi diversi. Sorgono così suggestioni, supposizioni, riflessioni che ci portano a interrogarci più a fondo sulla natura di ciò che abbiamo di fronte, su quello che l’occhio vede e sul senso del luogo che muove e si muove nella sua presenza costante e immortale, ma che tramite la lente ci mostra – e dimostra – tutta la sua fragile transitorietà e illusoria presenza.

Benedetta Manzi (Italia, 1994), artista visiva che opera nel campo della fotografia e del video. Il suo lavoro si concentra in particolare sul tentativo di vedere: il tempo trascorso a cercare di comprendere cosa accade, a percepire i microcambiamenti e le ripetizioni che avvengono nella scena rappresentata.