Athanasios Aléxo

Sibilla di Lozio

2020
stampa su carta || @sibillaoflozio in collaborazione con Vito Drugo Degirolamo e Vito Custodero

Sybilla di Lozio è un’opera ibrida e multidisciplinare di Athanasios Aléxo, strutturata su più livelli di lettura e composizione, che indaga le dimensioni invisibili di Lozio, presentandosi come un archivio attivo del luogo, che l’artista ha creato giorno per giorno durante la sua permanenza in residenza. In questo senso, l’esplorazione attenta e meticolosa del territorio è fondamentale: non si tratta semplicemente di un’indagine visiva del paesaggio – rappresentato attraverso suoni, video e fotografie –, ma si palesa come una ricerca più a fondo nei caratteri identitari e spesso invisibili del luogo, che passano inosservati il più delle volte per via della loro innegabile piccolezza e apparente semplicità. Così, l’artista greco si sofferma a lungo su questi elementi e come uno scienziato li analizza attentamente e visivamente attraverso la mediazione di un microscopio. In questo modo, si scoprono piccoli universi talmente stranianti da sembrare alieni e appartenenti a una dimensione altra rispetto alla realtà a cui si è quotidianamente abituati, ponendo un forte accento sull’atto del guardare e ascoltare ciò che ci circonda per cogliere appieno ciò che il territorio ha da offrire e raccontare. Mettendosi in attento ascolto di ciò che accade, Aléxo crea un suo archivio visivo di Lozio, che si racconta attraverso le pagine di un diario scomposto in una moltidudine di materiali. Immagini, dati satellitari, percorsi, video, parole, dettagli e suggestioni si alternano così per evocare un viaggio nella profondità delle diverse essenze che compongono il luogo, dando così vita a una narrazione insolita della natura in un flusso visivo scomposto ma collegato nel tempo. L’ascolto non si ferma però alla dimensione fisica e tangibile del libro d’artista: infatti, l’archivio di materiali non è solo fine al racconto personale dell’esperienza dell’artista in relazione al luogo, ma diventa una narrazione universale in progress che, basandosi sui dati trasmessi da un sismografo della zona e grazie a un algoritmo, elabora in tempo reale una continua e infinita trama di connessioni tra i differenti materiali raccolti in base agli impercettibili – ma comunque presenti – movimenti del terreno. Nasce così una nuova profezia artistica e contemporanea, lanciata secondo per secondo da una moderna sibilla digitale. In questo modo, attraverso la tecnologia, il luogo si manifesta nella sua natura, nel suo primordiale rapporto con l’uomo e nella stratificazione di immagini e significati in grado di esprimere la sua essenza ultima in composizioni stranianti e per certi versi disturbanti, ma comunque cariche di quel profetico messaggio di eterna creazione. Perché alla fine, la natura di Lozio attraverso la sua Sibilla darà vita a memorie e narrazioni finché la terra continuerà a muoversi, continuando a raccontare e raccontarsi nei suoi piccoli ed evocativi particolari.

“O viandante che indifferente alle cose del mondo percorri questa terra, | ti dono le mie parole che non dovrai dimenticare | affinché essa non cada nell’oblio dell’uomo, | cristallizzata nelle effigi incomprensibili della sua natura: | esplorala accompagnato dal sublime mormorio della mia voce, | indagala attraverso la magnifica vista dei suoi piccoli dettagli, | soffermati sui suoi particolari, scrutali a fondo e ritrova te stesso. || […] || Chi sei? | Che cosa cerchi? | Non allontanarti. | Qui, quello che tu fuggi si palesa ai tuoi sensi. || […] || Ti dono adesso un’indicazione che non dovrai mai dimenticare. | Qui e ora, silenzia il tuo ego. || Fermati. | Ascolta. | Lo vedi? || Avvicinati. | Guarda. | Lo senti? || Immergiti. | Respira. | Lo percepisci? ||Laggiù, nei meandri più nascosti della terra, | quelle radici sussurrano di sé: | è una memoria atavica. || […] || Lo vedi? | La terra impercettibilmente vibra. || […] || Là, dove mormorano silenziose le acque, | quelle rocce raccontano di sé: | è un’attrazione innata. || […] || Lo senti? | La terra impercettibilmente sussulta. || […] || Lassù, dove le stelle punteggiano il cielo, | quegli occhi narrano di sé: | è un ricordo profondo. || […] || Lo percepisci? | La terra impercettibilmente freme. || Là, nella profondità della terra, | qualcosa si rivela: | è un richiamo innegabile. || Là, dove si apre quieto il cielo, | qualcosa si mostra: | è un invito ancestrale. || Ti dono ancora una volta un’indicazione che non dovrai mai dimenticare. | Attento: la terra tremerà. | Così, proprio qui e ora, silenzia il tuo ego ancora di più. || Fermo. | Ascolti. | L’hai visto? || Vicino. | Guardi. | L’hai sentito? || Immerso. | Respiri. | L’hai percepito? || […] || Hai visto? | La fredda terra invernale ora trema. || […] || Hai sentito? | La gelida terra invernale ora è scossa. || […] || Hai percepito? | La ghiacciata terra invernale ora si muove. || Ora che ti ha sentito, | ora che l’hai percepita, | questa terra si mostra a te. || Ti dono per un’ultima volta un’indicazione che non dovrai mai dimenticare. | Attento: la terra tremerà ancora. | Ma qui e ora, silenzia il tuo ego ancora di più, | perché risvegliandolo placherai inevitabilmente la mia voce. || E così come la neve che si scioglie alla luce di un pallido sole, | così come le foglie che fremono al rumore di un vento impetuoso, | così come i fiori che appassiscono all’incombere di un tempo malevolo, | anche le mie parole svaniranno inafferrabili all’inevitabile calar della luna. || Chi sei? | Che cosa cerchi? | Non allontanarti. | Qui, quello che tu fuggi si è palesato ai tuoi sensi. || Così, qui e ora, al risveglio del tuo ego, | la terra irrimediabilmente si tacerà.”

 

*** Estratto del testo di Alice Vangelisti dalle pagine del libro d’artista

Athanasios Aléxo (Grecia, 1987) è un artista visivo che esplora e sperimenta varie tecniche e linguaggi nella sua ricerca. Nella sua pratica, lo studio, i polimorfi collegamenti, i diversi modi di espressione e la curiosità creativa sono fondamentali per innescare il processo della coscienza e investigare gli stereotipi teorici o visivi attraverso l’ascolto, l’osservazione e la riflessione.