Arianna Pace

Landscape Archive

2021
tecnica mista

Il territorio è raccontato attraverso le sue essenze, raccolte in una minuziosa ricerca che si palesa come una sorta di indagine scientifica e di analisi. In questo senso l’opera di Arianna Pace inizia da una delle pietre locali che caratterizzano il territorio di Lozio: l’argillite. Si tratta di un elemento naturale su cui poggia interamente il paese e così l’artista parte alla sua ricerca, sulle sue tracce che emergono dalla terra e che ne manifestano la presenza. In questo avvicinamento lento del luogo a partire da una sua specificità, Pace incontra così veramente il territorio, che si racconta attraverso piccoli dettagli che raccoglie e si porta con sé durante il suo viaggio di scoperta, fatto dalla rete di connessioni fisiche, composte dai sentieri, e di legami logico-emotivi che tali elementi scatenano nella sua mente. L’opera di Pace diventa così una sorta di personale archivio attivo del luogo, che si manifesta attraverso i frammenti caratterizzanti che lo compongono. Infatti, l’artista, nelle sue esplorazioni, ha raccolto non solo dei materiali significativi del territorio, ma anche una serie di immagini e suggestioni che sono proposte all’interno della teca di questa terra. Il racconto condotto dall’artista è sul suo cammino di scoperta della terra di Lozio, sviscerandola a fondo nelle sue ere geologiche che si manifestano attraverso le rocce che la compongono e che si presentano sia in forma fisica con la presenza dell’argillite, sia in forma fortemente scientifica con l’inserimento di una sua sezione sottile che si sovrappone e si somma alla testimonianza reale e più facilmente visibile. Si tratta così di una storia millenaria, di cui si fa esperienza tutti i giorni ma che diventa inimmaginabile pensarla come un processo lento di evoluzione e di continua trasformazione del luogo. Il lavoro di Pace invita a una riflessione lenta e attenta di ciò che ci circonda, andando a cogliere le essenze inascoltate proprie del luogo che stiamo vivendo. E così, lentamente, scivola all’interno della teca anche la delicata pelle di una vipera, essere che più di tutti vive a contatto diretto con la terra e che si fa portatrice anche di leggende e storie che ne raccontano gesta fantastiche e imprese al di fuori dell’immaginario, con questo piccolo animale quasi mitologico che sembrerebbe portare con sé un diamante grezzo che abbandona solo per abbeverarsi. E su questo aspetto dell’acqua si rivolge un altro livello di lettura dell’opera: la sua indagine non si ferma solamente all’elemento terreste, ma indaga anche la dimensione acquatica di Lozio, in particolare della Val di Baione, che risulta sprovvista di fonti d’acqua -se non l’unica eccezione di una vasca di raccolta. Così, un piccolo acquario ricorda questa vasca che si ritrova lungo questo arduo percorso e conserva al suo interno delle alghe che proprio qui proliferano e diventano creatrici di mondi primordiali in continuo cambiamento.

Arianna Pace

Arianna Pace (Italia, 1995) è un’artista visiva la cui ricerca si focalizza sul quel campione di paesaggio che si rivela solo in un secondo momento, durante il quale intervengono fattori fisici che lasciano una traccia, fornendo nuove informazioni attraverso la ricostruzione dei processi naturali che mira al recupero di un paesaggio originario, dove la natura continua il suo processo di metamorfosi ed evoluzione.