Perimetro è una composizione sonora che racconta il territorio di Lozio, accompagnandoci per mano alla sua scoperta. È questa l’essenza del lavoro audio di Alessandra Breviario, che esplora a fondo il luogo, guidandoci lungo i suoi sentieri e portandoci con lei in questo suo vagabondare. Ma il momento di questa preziosa scoperta non è condotto attraverso la vista – il senso sul quale solitamente si fa affidamento durante una camminata – bensì attraverso l’udito, che spesso passa in secondo piano, ma che invece ha il potere di svelare nuove vie di comprendere l’ecosistema che è un territorio. Così, ascoltando attentamente quanto registrato da Breviario, possiamo immaginarci in sua compagnia, mentre percorre i sentieri loziesi di collegamento tra le diverse frazioni. Ecco il fruscio delle foglie accarezzate dal vento. Ecco il rumore dei passi che si susseguono lungo il percorso scandendo il passare del tempo. Ecco lo scorrere tortuoso dell’acqua tra le rughe del terreno. Tutti questi – e molti altri – suoni e rumori si fondono alla perfezione in una traccia audio che è così in grado di restituire la globalità dell’atmosfera propria del luogo, la sua essenza profonda e le sue tipicità. Ad accompagnarci ancora più a fondo all’interno di questo tanto immaginario quanto reale percorso è l’artista stessa, che decide di presentare anche una serie di scatti fotografici, che non raccontano nel dettaglio quanto stiamo ascoltando, quanto piuttosto racchiudono la varietà dei sentieri loziesi data dal susseguirsi dei cambiamenti di terreno mentre Breviario avanza nel suo percorso – e di conseguenza nella trama della storia che ci sta raccontando. Cambia così la percezione di quanto sentiamo: siamo lì con lei, camminiamo al suo fianco, riprendiamo fiato nel verde prato pianeggiante, mentre ci affatichiamo lungo il pendio sassoso e scosceso. In questo modo, l’opera diventa un’esperienza a tutto tondo ed effettivamente anche noi spettatori-ascoltatori ci ritroviamo ad esplorare queste distanze, che a tutti gli effetti vengono annullate. Allora, seguiamo un percorso circolare: partiamo da Villa, luogo vivo e ricco di incontri; passiamo a Sommaprada, terra tranquilla e solitaria; attraversiamo Laveno, centro di ritrovo sereno e gioioso; arriviamo infine a Sucinva, piccola realtà, intima, raccolta e protetta, per tornare poi di nuovo in quel di Villa. Alla fine, esiste così solo un unico racconto ciclico del luogo, che seppur nella sua frammentata varietà, si esprime nella sua affascinante coralità, ricca della stratificazione di tutti gli incontri, le esperienze e le sensazioni vissute.
Alessandra Breviario (Italia, 1999), artista visiva che opera nel campo delle installazioni video e sonore. Il suo lavoro si concentra in particolare su esperienze temporanee con l’intento di creare spazi mentali e fisici nei quali lo spettatore possa immergersi, indagando su come questi possano influenzare la percezione che le persone hanno della realtà in cui vivono. Con la sua produzione l’artista vuole creare momenti di scoperta e proporre ecosistemi interattivi in cui i visitatori possano aprire le loro menti a nuovi sistemi di pensiero e percezione della realtà. In particolare il suono è impiegato come elemento di risveglio in grado di introdurre lo spettatore a nuovi metodi di comprensione del mondo attraverso l’incontro.